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I tipi di swap negoziati sono innumerevoli, e ciò è dovuto alla notevole flessibilità di questo strumento. Se ne elencano alcune ulteriori tipologie che, per la loro diffusione, meritano una segnalazione:
i bond swap con cui un investitore vende un bond e allo stesso tempo acquista un differente bond con il ricavato della vendita.
i commodity swap che prevedono lo scambio di flussi finanziari basati sul prezzo di un singolo di un prodotto.
i credit default swap che prevedono lo scambio di flussi finanziari basati sul tasso di cambio di un prodotto a reddito fisso.
i non deliverable swap – NDS che prevedono lo scambio dei differenziali delle valute oggetto del contratto.
gli swap spread che prevedono lo scambio di flussi finanziari basati sulla differenza tra il tasso negoziato e fisso di uno scambio.
i total return swap che prevedono una parte con tasso non variabile basata sulla redditività di uno strumento a reddito fisso con una vita più lunga dello scambio.
i volatily swap, tipo di contratto derivato a termine, basato sulla volatilità di un dato prodotto.
Questi sono i principali tipi di derivati che le banche hanno fatto sottoscrivere alla imprese per "tutelarli" da rischi di aumento dei tassi (o da riduzione degli stessi) o dai rischi di cambio. In realtà sotto la prospettiva aleggiata di difesa dai rischi, si celavano contratti favorevolissimi per le banche, che hanno consentito loro di fare utili letteralmente a palate.
Ma questi contratti possono essere smontati con l'aiuto di perizie tecnico contabili che manifestino la vessatorietà e l'incomprensibilità delle clausole e delle formule matematico-finanziarie sottostanti a quelle clausole.